VI PREGO LEGGETE ATTENTAMENTE…..

voglio riportare questo articolo trovato in internet con la speranza che qualcuno di voi inizi a capire….(è un po’ lungo, ma secondo me ne vale la pena!)

 

"Hoax", la sciagura
delle bufale
telematiche

 

PRENDETEVI 5 MINUTI E LEGGETE PER CAPIRE QUANTO LE PERSONE, COMPRESI TUTTI NOI, SIANO MOLTO PIU’ CHE DEFICIENTI!!!

 

E POI DIFFONDETE…CHISSA’ CHE QUALCUNO NON CAPISCA!

 

"Allarme Virus! Se ricevi un messaggio dal titolo WIN A HOLIDAY non aprirlo. Cancellerà immediatamente il contenuto del tuo hard disk. Si tratta di un nuovo virus non ancora conosciuto, passa in giro questo avvertimento a più persone che puoi…".

Avete ricevuto questo messaggio, magari in inglese, e temete per i vostri dati, al pensiero che la prossima e-mail che aprirete potrebbe cancellarvi tutto? Che il messaggio sia intitolato Penpal greetings, Good Times o Deeyenda non ha molta importanza, la sciagura prevista è la cancellazione dei dati, ad opera di un virus che si dovrebbe autoriprodurre e che è impossibile da debellare; l’unica precauzione sarebbe quella di cancellare il messaggio incriminato senza leggerlo. Niente paura, siete solo vittima di uno dei diffusissimi "hoax", che in inglese vuol dire burla, ma che i navigatori italiani conoscono più familiarmente come bufala telematica.

Più che di uno scherzo, infatti, si tratta di disinformazione, magari spedita al vostro indirizzo in buona fede, con l’intento di mettervi in guardia: ma si tratta di terrorismo informatico in quanto la notizia non ha assolutamente alcun fondamento né teorico né tantomeno pratico. Non si può rimanere infatti vittima di un virus semplicemente leggendo un messaggio di posta elettronica: come spiega Stefano Toria, esperto di sicurezza informatica, "tecnicamente è impossibile che la semplice lettura di un messaggio elettronico determini una qualsiasi alterazione dei dati nel disco fisso".

Questo non vuol dire che la posta non possa contenere dei virus, ma semplicemente che questi non possono annidarsi nei messaggi testuali e significa quindi che leggere una semplice e-mail non può causare danni: un virus può arrivare con la posta solo se, allegato al messaggio di testo c’è un file di qualsiasi tipo, che essendo un programma attivabile può nascondere al suo interno un virus. Il file allegato può essere un programma ma anche un file creato con un word processor o un foglio elettronico: dei particolari virus detti "macro virus" si possono nascondere anche in questo tipo di file, che scateneranno l’infezione all’apertura del file stesso. Ma solo alla sua apertura, ed è una precisazione da ricordare: anche se si riceve un programma o un file infetto come allegato, il computer si infetterà solamente all’avviamento di quel programma o all’apertura del file. Fino a quel momento il virus rimarrà inattivo all’interno del file, e potrà facilmente essere debellato con un buon antivirus prelevabile gratuitamente: per questo è molto importante eseguire sempre un analisi antivirus dei file ricevuti.

Le "bufale" telematiche

Il problema vero rimane quello di difendersi dagli hoax, che giornalmente girano per il mondo e si diffondono autoalimentandosi come la più classica delle leggende metropolitane. A dare un alone di ufficialità sono le "prove" contenute nei messaggi di avviso stessi: talvolta viene scritto che il messaggio arriva dalla Ibm o dalla Microsoft, altrove invece si citano provider famosi come America On Line, che avrebbero dichiarato la grande pericolosità del virus. Tutto falso. Naturalmente nessuna di queste grandi aziende ha scritto messaggi di questo genere, ma può in effetti accadere di ricevere tali avvisi dall’interno di un grande nome dell’informatica: purtroppo si tratta quasi sempre di impiegati interni che ricevono da una fonte esterna l’avviso e lo propagano immediatamente, dando al messaggio stesso un mittente ufficiale che è invece assolutamente estraneo al caso. Purtroppo l’ignoranza regna proprio lì dove maggiori dovrebbero essere i controlli in questo campo, e non è raro vedere affissi questi avvisi proprio nelle bacheche universitarie dei dipartimenti di informatica: il passaparola tra studenti e professori fa il resto, alimentando la leggenda con altri aneddoti verosimili.

In effetti di bufale che viaggiano via e-mail è piena Internet ed il CIAC, del Dipartimento di Energia Usa, ne cita a decine nelle sue pagine: si va da un fantomatico avviso di chiusura di Internet per alcune ore a un software automatico chiamato NaughtyRobot in grado di spiare la mailbox di chi riceve il messaggio e di trovare persino il numero di carta di credito del malcapitato, che naturalmente deve immediatamente denunciare il caso alla Polizia. Persino Bill Gates è diventato il mittente di una fantasiosa bufala che prometterebbe denaro a chi fa circolare il suo messaggio, che attiverebbe un misterioso quanto potente programma di tracciamento della e-mail.

Le catene telematiche

E’ il grande problema della posta elettronica, afflitta dalla junk mail dilagante, messaggi-spazzatura che reclamizzano prodotti, avvisano di eventi sconosciuti e tramandano catene telematiche di Sant’Antonio, l’altro grande filone delle leggende metropolitane telematiche. Alcune catene hanno l’esatto formato di quelle cartacee: "L’origine di questa lettera è sconosciuta, ma porta fortuna a chi la riceve. Chi rompe la catena sarà sfortunato. Non tenere questa lettera. Fai dieci copie e mandale ai tuoi amici, vedrai che ti accadrà qualcosa di piacevole entro quattro giorni se non romperai la catena…". E siccome il navigatore è sì razionale ma "non si sa mai", ecco che immediatamente partono le copie del messaggio, che grazie alla facilità della e-mail si diffonde con rapidità, aumentando in poche ore il traffico interno di un sistema.

Pochi anni fa il gestore di Mc-Link si è visto costretto a pubblici avvertimenti di sospensione del servizio: in poche ore migliaia di annunci stavano intasando il sistema e tutti erano lo stesso messaggio di una catena che continuava a rimbalzare fra le mailbox degli utenti. Successivamente è girata una contro-catena, palesemente comica, che presagiva disastri di hard disk e spegnimenti di monitor in caso di mancata spedizione delle missive.

Alcune catene, per quanto a prima vista umoristiche, giurano di non essere degli scherzi. Ad esempio una, in inglese, comincia con una allettante promessa: "This message has been sent to you for good luck in sex". In pratica la catena assicurerebbe a chi la diffonde una buona fortuna in campo sessuale, promettendo al destinatario l’arrivo in casa propria entro quattro giorni di donne o uomini particolarmente eccitati ("Hot women or men"): non manca l’origine della catena, identificata nella città di Palaiseau, e l’indicazione che la catena ha già girato il mondo nove volte.

Un altro genere di catene riguarda quelle di carità e sostegno a enti o persone: la più diffusa, con qualche variante, è quella del piccolo paziente in fin di vita per un cancro. In questi casi il bambino/a chiede o di entrare nel Guinness dei primati per aver ricevuto più lettere possibile oppure chiede la diffusione della catena perché a ogni messaggio l’American Cancer Society verserebbe, non si sa come, tre cent per il malato. Una di queste catene ha avuto un’origine reale, ma come tutte le leggende metropolitane continua ad autoalimentarsi anche dopo che la vicenda si è conclusa: è la storia di Craig Shergold che voleva entrare nel Guinness dei primati per il maggior numero di cartoline postali ricevute prima di morire di cancro. Il ragazzo è già entrato da tempo nel Guinness, ma il bello è che la sua malattia è evoluta in tumore benigno, felicemente curato. L’adolescente, che all’epoca dell’appello aveva 7 anni, è oramai diventato un incubo per l’ufficio postale inglese della sua zona, che continua a smistare migliaia di cartoline piene di incoraggiamenti per il "piccolo gravemente malato". Appena il flusso da milioni di missive all’anno si comincia a placare ecco che riappare sulla rete un accorato appello per Craig: Internet continua a tramandare una storia finita da un pezzo, che come il suo protagonista non vuol proprio saperne di morire.

L’ultimo caso di catene telematiche ha per titolo "MAKE.MONEY.FAST", e propaganda un illusorio metodo per "fare soldi subito spedendo messaggi", con un sistema piramidale basato sull’invio di soldi a una lista di persone e diventando a propria volta membro di questa lista. Secondo il CIAC, una bufala telematica è nata proprio con lo scopo di fermare una di queste catene del genere "Money": un falso avviso di un virus inesistente consiglia i destinatari di tali lettere di cancellare e non diffondere il messaggio. Naturalmente, per quanto lodevole nelle intenzioni, questo tentativo è diventato a sua volta una catena, alimentando il traffico di e-mail.

Ma perché nasce una bufala o una catena? Per vedere quanto lontano può arrivare una e-mail, oppure per cercare di ottenere soldi da schemi piramidali oppure semplicemente per disturbare qualcuno, invadendogli la mailbox o facendo circolare false notizie su di lui. Nulla si sa con certezza, catene e hoax continuano a proliferare con un meccanismo simile a quello dei virus informatici, nessuno ne conosce le origini, nessuno può estinguerli. Ma forse il vero virus è proprio questo: diffondere milioni di messaggi inutili intasando le mailbox di mezzo mondo e mettendo in allarme i neofiti come gli esperti, ottenendo con la paura e l’ignoranza un effetto-Aids ben maggiore del presunto danno, esattamente come accade nella società umana con le malattie biologiche.

 

VI PREGO…ELIMINIAMO UN PO’ DI IGNORANZA DA QUESTO MONDO!

 

GRAZIE

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3 Responses to VI PREGO LEGGETE ATTENTAMENTE…..

  1. Debora says:

    UN\’APPLAUSO!!!!

  2. DEBORA says:

    A BE\’…AVRESTI DOVUTO SCRIVERE CLAP CLAP.——________________!

  3. Gloria says:

    Brava! Molto interessante e istruttivo. E\’ proprio vero che alle volte diciamo:"…non si sa mai…." e sprechiamo tempo in cose sciocche  e inutili  senza pensare perchè lo facciamo.

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